Verificato
Myoshin
Biografia

La mia ricerca estetica è scaturita da una profonda esigenza personale, un vero bisogno. La necessità di ricomporre ciò che ho trovato separato, scisso, e dunque brutto: il piano dell’arte e quello della filosofia, il piano del gesto e quello del pensiero, il piano del corpo e quello della mente. Un’aspirazione inconscia, una corrente fortissima mi guida e mi ha guidato alla riscoperta del “senso” e con ciò, della bellezza. Ma andiamo con ordine…
Dopo l’iscrizione a filosofia, nel ’90, ho iniziato a frequentare le vecchie botteghe d’arte ed i corsi di due pittori “anziani”: Mario Tapia e Gino Marchesi. A breve giro, a Milano, sono “inciampata” nello Zen ed ho letteralmente perso la testa. Scopro che l’Oriente conserva e continua a tramandare pratiche che anelano precisamente alle armonie che cerco.
Nell’autunno del ’92 incontro Testugyo Deguchi, abate del tempio Toshoji di Tokyo, monaco zen e calligrafo.
Quasi immediatamente volo in Giappone per essere iniziata alla pratica originaria, per entrare in contatto con tutta l’energia del lignaggio. E’ così che scopro la meravigliosa eleganza della calligrafia “Hitsuzendo”: la Via del pennello zen.
Un’arte anticamente praticata da monaci e samurai, che differisce dalla calligrafia tradizionale giapponese pur essendo scritta con gli stessi caratteri. Puro gioco di spada, arte marziale d’amore, danza nel vuoto: la calligrafia zen è una meditazione in movimento, una libera spazialità percorsa e abitata dal respiro, senza alcuno scopo. L’unica cosa che davvero conta è il KI, la vitalità, l’intensità del gesto, la leggerezza mista all’energia. Spirito.
Scelgo di prendere questa Via, nel ‘94 lascio Milano per l’Umbria, mi immergo nello zen, nella scrittura, nella natura, consapevole del fatto che mi attendono almeno 20 anni di apprendistato. Immergendomi sempre di più nella pratica, realizzo uno stile di vita solitario, silenzioso, eremitico.
Mi rendo conto che uso gli strumenti dell’arte per cogliere il misterioso gioco che lega la natura all’anima: processi che richiedono spazi d’osservazione, tempi di maturazione ampi. Prendo tutto il tempo che mi serve, sperimento…
Sperimento moltissime tecniche, materiali, superfici, elementi, tempi. Anche la composizione di suoni in forma elettronica, la scultura, la pittura informale, l’arte della ceramica, la fotografia, il giardinaggio bonsai, l’ishizuki… fino all’alpinismo classico. Tutto converge a formare un senso…
Durante questo tempo di intensa sperimentazione, ho esposto in piccole mostre personali o collettive tra Gubbio, Corciano, Fabriano, Pitigliano, Milano, e da quando vivo in Piemonte anche Arona, Borgomanero, Intra, Borgosesia e Domodossola.
“La Via degli Artisti” di Milano e dunque il nostro incontro, ha coinciso per me con la chiusura della fase di apprendistato.

Video
Mostro 11 risultati
Scrivi come ospite, compilando tutti i campi, o fai login o registrati.
Nome*
E-mail*
Website
Message*