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E’ stata un’emozione indescrivibile quella provata entrando nella Gypsotheca del Canova a Possagno , ben  custodita nel complesso del Museo Canoviano di cui fa parte anche la casa dell’artista ( 1757-1822).

Accedendo alla Gypsotheca (raccolta di gessi delle opere del Canova) vengo letteralmente investita da un’onda impalpabile di bianco ben racchiusa in un edificio a forma basilicale. Solo dopo lo stordimento riesco ad individuare che in questo bianco appaiono forme, svariate forme di diverse dimensioni. Allora la curiosità si fa più forte dell’emozione e mi porta ad avvicinarmi a queste meraviglie, opere di una bellezza sublime che mi attirano vicino come una calamita. Le statue sono tantissime e non riesco a tralasciarne alcuna lungo il percorso. Ora trovo l’energia e l’impeto che sprigiona il guerriero per poi imbattermi nella infinita dolcezza delle sinuose forme femminili che leggiadre danzano quasi prive di peso, per non parlare poi del famoso “Amore e Psiche” che avvolge anche lo spettatore in quel tenero abbraccio.

Ci sono centinaia di gessi conservati in questa Gypsotheca a testimonianza di quanto il Canova fosse un meticoloso artista che procedeva alla realizzazione delle sue opere dal disegno all’argilla, dal gesso al marmo. Sulle opere in gesso sono ancora visibili dei piccoli chiodini (le repère) che servivano a trasferire, con un apposito pantografo, le proporzioni dal gesso al marmo.

E’ stato un verto peccato non  avere potuto scattare qualche foto in questo ambiente.

Anche visitare la sua casa, inclusa nell’intero complesso, è stato molto emozionante. Vi si trovano strumenti di lavoro e curiosi cimeli della sua quotidianità.

Da ultimo, ma non per minore importanza, è arrivata la vista alla maestosità del Tempio Canoviano, voluto dallo stesso Canova, che mi fa chiudere una giornata meravigliosa in cui si sono superate abbondantemente tutte le aspettative.

Resta infine la considerazione che dietro tanta classicità appaiono una pulizia di forme e di perfetti equilibri che possono essere tutt’oggi attualissimi e competere fortemente con la nostra arte del ‘900 abbracciando anche il minimalismo che tanto amo.

 

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