Evento
Anche quest’anno la Insubria Chamber Orchestra, dopo il primato segnato lo scorso anno per essere stata la prima Orchestra in Italia ad esibirsi in presenza dopo il lockdown, si appresta a riprendere puntualmente i Lavori con un Concerto sul lago di Como a Domaso. In programma due classici del Settecento cameristico, il Salve Regina di Pergolesi per contralto e archi e la Serenata notturna K 239 per archi e timpani di Mozart.
Il primo brano, dal tono teso e drammatico scritto poco prima della morte prematura dell’autore avvenuta a soli 26 anni, è opera di Giovanni Battista Draghi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 16 marzo 1736), detto il Pergolesi perché nato da una famiglia originaria di Pergola, un compositore famoso quando Napoli era la capitale europea della Musica che può essere considerato il Mozart italiano poiché come lui fu un talento precoce, morì giovanissimo e fu sepolto in una fossa comune, si sparlò sulle cause della sua morte e gli si attribuirono centinaia di composizioni risultate poi spurie.
Il secondo brano, opera di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791) scritta a Salisburgo nel gennaio 1776, presenta la particolarità di un organico insolito che contrappone, in stile concertino del concerto grosso barocco, un quartetto d’archi (qui con la presenza di un contrabbasso!) ad una piccola orchestra d’archi con l’aggiunta originale dei timpani, che produce sorprendenti effetti d’eco in una delle più squisite composizioni mozartiane.
Solisti d’eccezione il contralto Nausicaa Nisati, già acclamata per la sua splendida interpretazione durante la rassegna Reviviscenze Musicali 2020, e le prime parti dell’orchestra, Sara Sternieri (spalla) e Roberto Terranova violini, Giuseppe Miglioli viola e Piermario Murelli contrabbasso con la partecipazione straordinaria del timpanista Biagio Carlomagno, tutti sotto la conduzione del Direttore d’orchestra Giorgio Rodolfo Marini e grazie all’ottima organizzazione della Proloco di Domaso e alla Direzione artistica di Maria Teresa Battistessa.

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