Artisti

Non sapevamo esattamente che cosa ci attendeva a questo workshop di sabato 16 giugno organizzato da BackOfficeItalia, ma sapevamo bene, al termine dei lavori, quanto cammino avremmo dovuto ancora percorrere per raggiungere una condizione accettabile e produttiva del nostro fare Arte.

E’ stata una presa di coscienza importante di quanto oggi non basti più produrre belle e significative opere, ma è altrettanto rilevante curare e fruire di mille altre opportunità tecnologiche che il mercato attuale offre.

Se vogliamo rivolgerci al resto del mondo, e oggi è d’obbligo, dobbiamo necessariamente imparare quali strumenti usare, quale percorso e linguaggio privilegiare e rispettare i canoni che l’informatica richiede.

Spesso l’uso di questi strumenti viene associato ad una sorta di bassa speculazione sulle proprie opere, non è così, anzi sarebbe deleterio il contrario che andrebbe ad inficiare e mancare di rispetto alle nostre creazioni. Questo è un argomento delicato, vedo molti artisti esprimere disgusto e inorridire di fronte a queste tematiche. Premetto di rispettare il parere di tutti, ma faccio fatica poi ad esprimere loro solidarietà per le inevitabili situazioni di involuzione in cui gli stessi si ritrovano, premessa della catastrofe.

Non è piangendosi addosso che si cambia il mondo ma accettando le sfide che il nostro tempo ci pone ed allora si può affermare che la selezione, pur dolorosa, avverrà in modo del tutto naturale.

Mi permetto di riportare in conclusione una citazione del grande e lungimirante Pablo Picasso che è stata proiettata durante l’incontro:

“Si è detto sovente che un artista deve lavorare per se stesso, per l’amore dell’arte e fregarsene del successo; è falso. Un artista ha bisogno del successo. E non soltanto per vivere, ma, soprattutto per realizzare la sua opera.” 

18.06.2018

 Manuela Codazzi

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